In questo tempo dei campionati mondiali di calcio, arriva un allarme serio sulla libertà di informazione dei giornalisti sportivi. Sempre più gli organizzatori applicano limiti e restrizioni al loro lavoro, nei tempi, nei modi e negli spazi. È quello che denuncia pubblicamente l’assemblea del Consiglio d’Europa.
Si riducono le possibilità di fare domande, raccogliere notizie e in seguito a pubblicarle. I sistemi di accreditamento sono sempre più rigidi e complessi, l’accesso agli atleti è rigorosamente controllato. Inoltre diventano più stretti i vincoli sui diritti delle manifestazioni.
Nel rapporto votato dal Consiglio d’Europa c’è scritto che «un controllo indipendente da parte dei media è ancora più importante» nello sport di oggi.
L’assemblea chiede agli Stati di rivedere le norme, allentano i vincoli che oggi limitano l’attività giornalistica e il diritto del pubblico ad essere informato.
Non solo: le autorità dovrebbero «assicurare ai giornalisti sportivi un accesso concreto, equo e non discriminatorio agli eventi, agli atleti e alle istituzioni sportive».


