Un nuovo rapporto europeo evienzia le principali criticità del settore dei media in Europa. A cominciare dal fatto che ci sono sempre meno occupati, mentre aumentano i freelamce.
Il rapporto lo pubblica il Centre for media pluralism and media freedom (Cmpf) dell’Istituto universitario europeo di Fiesole (Firenze).
Confermato “il declino della diffusione dei quotidiani”, “tv e radio mostrano una relativa stabilità”. Cresce il digitale, ma i suoi ricavi in gran parte si trasferiscono alle piattaforme globali.
Di qui la diminuzione “dell’occupazione giornalistica e un crescente ricorso al lavoro dei freelance, con livelli di garanzia e reddito molto inferiori a quelli dei giornalisti dipendenti”.
La situazione sta complicandosi anche in Italia, ha rilevato Vittorio di Trapani, presidente Fnsi. Dice che “i punti critici sono sempre gli stessi: l’Italia non si sta adeguando allo European Media Freedom Act e sta ignorando la Direttiva europea contro le querele bavaglio”.

