Un obiettivo prioritario oggi è quello di salvaguardare il “pluralismo informativo”: lo dice il presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella, durante la sua relazione annuale. Il pluralismo informativo in rete, per lui, è “indispensabile per la tenuta della sfera pubblica e del confronto democratico. Ed
Lasorella cita anche l’enciclica del Papa Magnifica Humanitas. “La tecnologia non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa”.
Il sistema integrato delle comunicazioni italiano vale 20,4 miliardi di euro. Il fenomeno a cui stiamo assistendo, che mina ancora di più il pluralismo informativo, è lo spostamento dell’asse verso le piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale generativa. E la selezione dei contenuti la fanno gli algoritmi.
Quindi, prosegue Lasorella, la questione non è più “la moltiplicazione delle voci nella sfera pubblica”, ma “la tenuta della qualità dell’informazione”.
Il quadro economico dei media nazionali segna una flessione dello 0,6% La pubblicità cala del 2,9%. La televisione resta nettamente al centro, con il 74,1% delle risorse. Le piattaforme globali valgono comunque il 23,3% del totale.
Crolla la vendita dei giornali: le copie cartacee sono 1,2 milioni di unità giornaliere. Nell’ultimo anno perso oltre il 9%.


