Il 16 ottobre 2017, un ordigno uccise a Malta la giornalista Daphne Caruana Galizia. La Federazione europea dei giornalisti, nove anni dopo, denuncia che «la piena giustizia per l’attentato rimane dolorosamente lontana». Per chiedere verità e giustizia c’è stata anche una manifestazione a Bruxelles.
Il mese scorso c’è stata l’assoluzione di un uomo d’affari maltese che era accusato di aver orchestrato l’attentato mortale contro contro Daphne Caruana Garuana Galizia. C’è stata invece la condanna per i presunti esecutori, cinque uomini.
Per il sindacato europeo diventa ora più forte l’urgenza di «garantire un’efficace protezione ai giornalisti minacciati, tutele complete contro le azioni legali abusive e la fine delle molestie ai danni dei cronisti, anche da parte di funzionari pubblici. I giornalisti che indagano sulla corruzione e sugli abusi di potere devono poter lavorare senza intimidazioni o ritorsioni».

