29 Giugno 2014
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ACCORDO NYT-WASHINGTON POST: UN SOCIAL NETWORK ATTORNO ALLE NEWS?

social-kwlG-U10301699754201hHF-568x320LaStampa.itCostruire una comunità di lettori, o addirittura un vero e proprio social network, attorno alle proprie notizie. Potrebbe essere questo l’obiettivo dell’accordo siglato da “The New York Times”, “The Washington Post” e “Mozilla” (che ha creato il browser Firefox), per lo sviluppo di una nuova piattaforma open source per la pubblicazione e la gestione dei commenti dei lettori. Il progetto, finanziato con 3.89 milioni di dollari dalla “Knight Foundation”, fondazione non profit per promuovere l’innovazione nel giornalismo, suggerisce quanto la dimensione “social” delle notizie rivesta oggi un ruolo fondamentale su cui occorre investire.  D’altronde, i numeri sull’accesso alle notizie dai social network rivelano alcuni elementi che non sono più trascurabili. Secondo un recente studio del “Pew Research Journalism Project”, circa la metà degli utenti adulti di Facebook che provengono dagli Stati Uniti leggono le news pubblicate dalle testate online tramite questo canale. D’altra parte il 78% di questi lettori scopre le notizie quando si trova su Facebook per altre ragioni, e solo il 34% dei consumatori di news su Facebook ha un “like” a una pagina di una testata online o di un giornalista. Questo significa che la maggior parte dei lettori scopre le notizie in modo casuale, grazie alla rete dei propri amici, e non attraverso le voci ufficiali delle testate.  Benché i social network come Facebook contribuiscano a creare nuove occasioni di accesso ai contenuti, i giornali online sono interessati a creare un livello di coinvolgimento diverso, costruendo una comunità stabile di utenti che esplora i suoi contenuti, obiettivo che i social network non riescono ad assicurare. Come riporta lo studio del Pew Research, gli utenti che arrivano direttamente sui siti delle testate online hanno una permanenza su tali siti di circa 4 minuti e 36 secondi. Gli utenti che arrivano da Facebook, invece, soltanto di 1 minuto e 41 secondi (1 minuto e 42 coloro che cliccano sui risultati dei motori di ricerca). Inoltre, il numero pagine viste da ciascun utente, in media, corrisponde a rispettivamente 24.8 (accesso diretto al sito), 4.2 (traffico da Facebook), 4.9 (traffico dai motori di ricerca). Le notizie oggi sono «conversazioni vive e dinamiche», sostiene Maria Bustillos, scrittrice e critica che scrive per il magazine “The New Yorker”. Resta da capire se la creazione di una piattaforma per la gestione dei commenti dei lettori, anche per il confronto con i giornalisti, sia la strada giusta per trasformare tali conversazioni in una comunità. E dando uno sguardo a Twitter, i commenti non sono sempre positivi. Dal telegrafico, «This failure will be so delicious », al più ironico «Why would you spend $3.9 million to improve comments when you could disable them for free », la sfida per “The New York Times”, “The Washington Post” e tutte le altre testate online è indubbiamente aperta. (LASTAMPA)