Con un programma denso e arricchito da presenze qualificanti l’iniziativa offre a tutti gli operatori dell’informazione la possibilità di riflettere anche “sulle parole che usano, per capire se a volte siano pietre, o muri, parole scelte per offendere, o dividere, cioè rendere più diffide capirsi”.
La Carta di Assisi, peraltro, è già stata sottoscritta da molti: “credenti, diversamente credenti e non credenti”. In queste ore sarà diffuso il programma definitivo.
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