Sembra la rivincita del giornalismo autentico, quello professionale, quello verificato.
Insomma dopo il diluvio di notizie spesso incontrollate sulla rete e sui social, dopo gli allarmi per le ‘fake news’, gli utenti sembrano cercare quello che lui stesso, Arthur Ochs Sulzberger Jr, definisce ‘gatekeeper’ (‘filtro’).
I lettori, scrive ai dipendenti, possono oggi “sentirsi smarriti e non volere più cercare notizie scritte, audio e video da più fonti, ma sono alla ricerca di un’unica fonte di notizie di cui possano fidarsi, in ogni forma”.
Scrive che “la riconoscibilità del Ne York Times e la fedeltà dei lettori sono dovute al grande lavoro sui contenuti”. E ancora: “il mondo non ha bisogno di più contenuti, ciò di cui si ha bisogno davvero è il grande giornalismo: report originali che possano portare alla luce nuove informazioni, commenti intelligenti di esperti che possano aggiungere sfumature e comprensione, una narrazione elegante e ambiziosa che sappia deliziare e divertire”.
Una voce autorevole, questa, e controcorrente, oggi. Ma fa riflettere anche noi dall’altra parte dell’oceano.

