Il rendiconto di genere dell’Inps (2024-2025) fotografa una disparità retributiva di genere che supera ancora i venti punti percentuali, un divario veramente grande.
Proprio “segregazione occupazionale, soffitto di cristallo e penalty della maternità e della cura” appaiono i tre fattori che nei media e nell’editoria pesano ancora sulla vita e sulla carriera delle donne.
Più del 32% delle persone che hanno partecipato al sondaggio dichiara una retribuzione annua inferiore ai 20 mila euro. E sono più le donne (34,5% contro il 28%).
Negli ultimi cinque anni più di una giornalista su quattro segnala un peggioramento della propria condizione economica e un aumento della precarietà professionale e di vita.
A pesare sui percorsi professionali e sul divario di genere è anche la dimensione della cura. Le donne ricorrono molto più spesso a congedi parentali e al rientro quasi il 21% delle giornaliste segnala difficoltà, demansionamenti o conseguenze negative su salario e carriera.


