.Il 24% delle vittime sono donne, con una percentuale del 10% causata da minacce di genere.
Il 36% ha subito forme di avvertimenti, soprattutto insulti, minacce verbali e attacchi sui social; il 34% è stato vittima di abusi di azioni legali, soprattutto querele temerarie; il 13% di aggressioni fisiche; l’11% ha subito un ostacolato accesso all’informazione; infine, il 5% ha avuto danneggiamenti all’attrezzatura di lavoro.
La maggior parte delle minacce è di origine sociale. Gli autori sono prevalentemente privati cittadini (37%).
In particolare però, oltre la metà degli episodi di abuso di denunce e azioni legali proviene da amministratori locali o esponenti politici nazionali.
La matrice mafiosa o di altri ambienti criminali corrisponde al 13% dei casi. Il Lazio è la regione con il più alto numero di minacciati (31% rispetto al totale), dato che conferma la tendenza degli ultimi anni. Seguono la Sicilia (16%) e la Campania (14%).

