Il sito della Fnsi riporta alcune frasi che erano state rivolte al giornalista siciliano, iscritto anche all’Ucsi. “Ti scippo la testa, sarò il tuo peggior incubo e poi ci incontreremo nell’aldilà; se vuoi ci incontriamo anche negli uffici della Polizia, tanto la testa te la scippu u stissu… ti verremo a prendere ovunque“.
«I giudici – commentano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi – hanno riconosciuto che Paolo Borrometi era minacciato dalla mafia.
Per l’avvocato Roberto Eustachio Sisto questo è «un risultato importante a testimonianza dell’efficacia dell’impegno, anche processuale, della Fnsi. Il diritto di cronaca è un pilastro costituzionale la cui aggressione, specie se aggravata dalle modalità mafiose, come stabilito dalla Cassazione e prima ancora dalla Corte di Appello, merita una profonda censura».
Intanto è già in libreria “La ribellione di Michele Albanese” di Gabriella d’Atri, primo volume della collana “Sotto scorta” edita da Castelvecchi. Albanese, anch’egli iscritto all’Ucsi e molto attivo nella sezione calabrese dell’associazione, è una delle seicento persone costrette sotto scorta in Italia». Magistrati, imprenditori, giornalisti e politici «che hanno raccontato la realtà delle cose, scomode verità e che meriterebbero di avere voce».

