Dal Regno Unito parte l’ultima battaglia sul canone per il servizio pubblico radiotelevisivo. La domanda oggi è: sostituirlo con un contributo obbligatorio per tutte le famiglie?
Il nuovo direttore generale Matt Brittin, nel suo primo intervento alal Camera dei Comuni, ha detto che “il canone televisivo è “un modello del passato”. Lì si pagano 200 euro, ma un quinto delle famiglie ha smesso di aderire. E così i bilanci sono difficili. La Bbc deve risparmiare 500 milioni in questo triennio e ha annunciato il taglio di duemila posti.
Per continuare ad essere tv “inclusiva” e “di servizio”, per Brittin vanno scartati i modelli basati su pubblicità e abbonamenti, che escluderebbero mote produzioni meno appetibili e redditizie, oltre all’informazione locale.
Serve quindi il “finanziamento universale”. Per sostenere la sua tesi fa riferimento agli ascolti record delle partite dell’Inghilterra ai Mondiali sulla Bbc. Segno che i numeri si possono fare anche in quest’era di “frammentazione tecnologica”.

