Secondo lui “è imperdonabile che nelle dichiarazioni si proclami l’importanza della libertà di stampa, mentre l’idea di una nuova adeguata legislazione per il giornalismo sia sempre valutata non prioritaria”.
“Anche sul carcere ai giornalisti per diffamazione il giudice delle leggi – ha concluso -potrebbe sostituirsi al Parlamento. Non sarebbe una bella immagine. E’ auspicabile uno scatto d’orgoglio. Da mesi, per esempio, attendiamo che sia dato il via libera al Senato al disegno di legge contro le iniziative giudiziali temerarie, che è nell’interesse del diritto dei cittadini ad essere correttamente informati. E sia chiaro che nessuno nella categoria teorizza il diritto all’insulto, anzi crediamo che chi sbaglia debba pagare, anche a tutela di chi fa bene il proprio lavoro. Ma querelare o citare a giudizio per intimidire è contro la libertà di stampa e l’articolo 21 della Costituzione”.

