Ceelebrato a Montecitorio il centenario dell’Inpgi. E il primo problema è che, a fronte di una umento del numero di giornalisti autonomi, non c’è ancora un equo compenso.
Lo ha sottolineato Roberto Ginex, presidente dell’ente. « Mentre le redazioni si vanno sempre più assottigliando” a crescere è “la libera professione” in un “mutamento” che “spesso non nasce da scelte individuali, ma da un mercato del lavoro profondamente cambiato” in cui non c’è “un adeguato riconoscimento retributivo: storture che si riflettono inevitabilmente nel futuro previdenziale degli iscritti”. E per affrontare questo “uno degli strumenti che va nella giusta direzione è quello della definizione dell’equo compenso», ha detto.
All’evento ha partecipato anche il presidente dell’Ucsi, Vincenzo Varagona.
Nel corso della mattinata è stato proiettato il documentario “A schiena dritta. Storie di giornalisti freelance”. Sono stati anche attribuiti riconoscimenti a Natalia Aspesi, iscritta più longeva all’Inpgi, Francesca Marozza, con maggiore anzianità contributiva, Pietro Bottero, più giovane iscritta, ed è stata consegnata una targa in memoria di Giuseppe Gulletta, ex vicepresidente Inpgi.
La segretaria generale della Federazione nazionale stampa italiana, Alessandra Costante, ha evidenziato le storture nell’applicazione della legge sul pensionamento dei giornalisti. Mentre Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine, ha ribadito che è «urgente la necessità di una riforma della legge professionale, non possiamo assistere al trascorrere di un’altra legislatura invano».
Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, ha parlato di “solidità” dell’Inpgi. Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, ha detto che sull’esposto della Fieg contro l’IA di Google, l’Autorità “sta valutando se trasmettere una segnalazione alla Commissione Europea per vedere se questo atteggiamento delle piattaforme stia creando un rischio sistemico di distruzione del pluralismo dell’informazione”.
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