13 Gennaio 2026
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Sono al centro di una campagna internazionale

Cinque principi per la trasparenza dell’IA

ai colossi del web si chiede più trasparenza

Franco Maresca

Trasparenza delle fonti e utilizzo dei contenuti, serve un confronto tra le grandi aziende e i mezzi di informazione.

Lo chiedono le più grandi associazioni dei media a livello mondiale con la Campagna intitolata “Facts in, Facts Out” (Dai fatti ai fatti).

Tra i promotori ci sono la Ebu, European Broadcasting Union (di cui Radio Vaticana è membro fondatore), la World Association of News Publishers (WAN-IFRA) e la International Federation of Periodical Publishers (FIPP).

Alla base c’è anche uno studio di Bbc ed Ebu, che mostrava come questi strumenti “tendano sistematicamente a modificare, decontestualizzare o strumentalizzare le notizie provenienti da fonti affidabili come i siti web dei mezzi di informazione”.

Sono cinque i principi fondamentali rivolti ai giganti dell’IA:

1) “Nessun consenso, nessun contenuto”. I contenuti giornalistici possono essere utilizzati nei sistemi di Intelligenza Artificiale solo con l’autorizzazione dell’editore originario.

2) “Giusto riconoscimento”. Il valore del giornalismo affidabile deve essere riconosciuto quando i contenuti vengono utilizzati da altri.

3) “Accuratezza, attribuzione e provenienza”. La fonte originale di qualsiasi contenuto generato dall’IA deve essere chiaramente visibile e verificabile.

4) “Pluralità e diversità”. I sistemi di Intelligenza Artificiale devono riflettere la diversità dell’ecosistema informativo globale.

5) “Trasparenza e dialogo”. Le aziende tecnologiche devono collaborare con le organizzazioni dei media per sviluppare standard condivisi di sicurezza, accuratezza e trasparenza.