5 Maggio 2020
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Come sarà la fase 2 del giornalismo? Dieci domande per cominciare un confronto

Oggi comincia la Fase 2. Riaprono le fabbriche, si allentano alcuni limiti. Questo diventa per noi anche il momento di interrogarci su come la quarantena ha già cambiato la nostra professione e come lo farà in futuro: nei modi e nella sostanza, nella prassi e nell’impostazione. Vorremmo insomma individuare gli scenari possibili di una ‘ripartenza’ realistica e sostenibile (anche sotto il profilo etico) dell’informazione professionale. Per questo fin dai prossimi giorni ospiteremo tanti contributi (scritti e filmati, anche sotto forma di video-interviste) e ogni settimana porremo un tema al centro dell’attenzione.

Antonello Riccelli

Le prime domande sono dieci, ma naturalmente diventeranno molte di più. Perché da oggi apriamo una prima fase di confronto sui temi che poi selezioneremo insieme ai nostri lettori. Potete scriverci a ucsi@ucsi.it e noi faremo tesore delle vostre indicazioni e sollecitazioni.

1. Quale preparazione è davvero necessaria oggi per il giornalista, alla luce dell’esperienza ‘in prima linea’ di queste ultime settimane?

2. Come andrebbe orientata l’informazione istituzionale (dello stato e degli enti locali)? Quali criteri (anche nuovi) dovrebbero ispirarla?

3. La centralità del tema “coronavirus” renderà secondari ancora per molto gli altri argomenti non strettamente collegati ad esso? Come far sì che anche quelli importanti non sembrino ‘superflui’?

4. Anche l’informazione religiosa è cambiata. Lo stato di necessità l’ha posta al centro degli interessi di molti. Deve modificarsi anche il modo di farla? E come?

5. L’impennata di ascolti delle tv allnews e la grande audience dei siti aggiornati in tempo reale ci stanno portando di fatto ad un nuovo modello di informazione? Quali rischi corriamo?

6. L’utilizzo frequente delle interviste a distanza (in videocollegamento semplice e rapido) renderà inutile e superato il modello tradizionale di intervista?

7. Proprio la molteplicità delle fonti a disposizione (un flusso multimediale ininterrotto) ha reso centrale il ‘desk’, il lavoro di mediazione e rilancio in redazione. Cambierà molto anche in futuro l’organizzazione del nostro lavoro?

8. La crisi economica e di introiti per le aziende editoriali mette a rischio il lavoro per molti e rende estremamente difficile l’inserimento di nuove professionalità. Come possiamo riequilibrare il sistema?

9. i più penalizzati, in questi mesi, sono stati certamente i ‘precari’ dell’informazione. Il bonus, quando c’è stato, si è rivelato insufficiente. Quale futuro si prospetta adesso per loro? Quali regole dobbiamo introdurre perchè il salario sia dignitoso?

10. quale ruolo dovrebbe avere, in virtù di queste e altre considerazioni, un’associazione come l’Ucsi?