Le sue dichiarazioni: “Si moltiplicano le chiusure di internet e dei siti web. I reporter, in particolare le donne, sono vittime di campagne denigratorie, pressioni finanziarie e attacchi ad opera di organi di informazione governativi o media di parte, che spesso li obbligano ad autocensurarsi. Troppi di loro subiscono molestie, arresti arbitrari e incarcerazioni. Troppi di loro hanno perso la vita nell’esercizio della propria professione”.
Borell parla anche della lotta alla disinformazione, a maggior ragione cruciale in questa fase. “Signifca anche declassare i contenuti che risultino falsi o fuorvianti e rimuovere i contenuti illegali”.
“Questi interventi possono risultare efficaci solo se sostenuti – dice Borrell – dal coscienzioso operato di giornalisti professionali e coraggiosi, il cui impegno quotidiano rende le società più sicure, eque e democratiche”.

