L’evento “Comunicare la Giornata del Fiocchetto Lilla” aperto a tutti gli operatori della comunicazione, ha voluto rappresentare il fenomeno dei DAN (Disturbi della Nutrizione) e dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) da una prospettiva sociologica, psicologica, psichiatrica e nutrizionale. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare la stampa sull’argomento, al fine di veicolare messaggi di prevenzione e di far conoscere come la cura precoce dei disturbi, possa ridurre l’impatto di vite umane e gli alti costi sanitari a carico di strutture specializzate e delle famiglie coinvolte.
Tali disturbi sono stati inquadrati nel panorama dei nuovi disagi contemporanei, come espressione di un malessere giovanile che provoca tutta la comunità educante e la società odierna ad interrogarsi. Il consigliere nazionale UCSI prof. Francesco Pira Associato di Sociologia – Università di Messina, ha introdotto i lavori parlando di tali disturbi che fanno del corpo umano, “il campo di battaglia del vivere, del sopravvivere e del lasciarsi morire” sulla scia di tipologie di modelli e disvalori che disorientano le nuove generazioni. Ha parlato dei vuoti educativi, della solitudine dei giovani che nelle loro camere vivono in mondi social, e dell’impatto che i messaggi di natura estetica veicolati dai social hanno avuto dal covid in poi nella formazione dei ragazzi.
Dopo l’intervento del prof. Pira, ha continuato il dott. Salvatore di Simone psicoterapeuta del Centro Clinico Ananke sede di Gela il quale ha evidenziato il carattere egosintonico di tali disturbi; chi ne soffre, ritarda la richiesta di aiuto e a soffrirne poi è tutta la famiglia, che se non adeguatamente accompagnata rischia di rinforzare negativamente il sintomo e di entrare in pericolose cronicità.
La prof.ssa Eugenia Dozio nutrizionista presso l’Università dell’Insubria, si è soffermata sulla necessità che queste malattie devono essere affrontate in equipe multidisciplinare e abbisognano di strutture territoriali per i diversi livelli di assistenza, che richiedono. Ha altresì rilevato come il rapporto con il cibo nei percorsi nutrizionali progressivamente migliora fino a normalizzarsi e che non è pensabile affrontare con successo le terapie nutrizionali se non affiancandosi a psicologi, neuropsichiatri e psichiatri che sanno leggere la componente psicologica di tali disturbi.
Un altro aspetto rilevante evidenziato dal dott. Sergio Messina neuropsichiatra presso ASP 3 di Caltagirone, è la costruzione di una rete di professionisti, aventi un pensiero di cura orientato e condiviso, che sappia dare servizi alle famiglie ed interfacciarsi con altre risorse del territorio, prima che il disagio diventi dichiaratamente psichiatrico. Il dott. Messina ha confermato i numeri preoccupanti, l’abbassamento dell’età di insorgenza e la comorbilità di tali disturbi con l’autolesionismo, con gli attacchi di panico, con l’ansia e la depressione. Spesso in ragione di tali condizioni psichiche è necessario ricorre alle prescrizioni farmacologiche anche in soggetti di minore età.
La dott.ssa Nuccia Morselli psicoterapeuta, consigliere nazionale Fondazione Ananke di Villa Miralago e coordinatrice dell’evento, ha evidenziato la necessità di formare equipe multidisciplinari, comunicare e denunciare la carenza di ambulatori e di divisioni ospedaliere deputate all’intervento in caso di crisi, di istituire comunità nel centro sud e nelle isole, di lavorare per informare e orientare le famiglie colpite. Ha descritto come nei centri clinici la presa in carico dei figli e dei genitori in stanze differenti sia in realtà una delle tante attività portate avanti dall’equipe multidisciplinare. Si lavora per dare parola ai gruppi dei genitori o dei fratelli, per istituire momenti di sensibilizzazione e divulgazione scientifica, per creare reti virtuose tra servizi e istituzioni territoriali. Tale impegno va oltre il mese della Prevenzione Lilla per la Fondazione Ananke di Villa Miralago e dei 15 centri clinici presenti sul territorio nazionale. L’auspicio è quello di essere coadiuvati da una buona stampa che conosca, comunichi e racconti in modo costruttivo il fenomeno e le tante storie di vita recuperate anche attraverso l’impegno associativo di Ananke Family che si spende accanto ai genitori colpiti in tantissime iniziative. I DNA e i DCA rappresentano una preoccupante emergenza sociosanitaria visto l’altissimo numero di decessi, oltre 3500 nel 2025 e sono la seconda causa di morte degli adolescenti.
La dott.ssa Morselli nel ringraziare i relatori intervenuti ha concluso affermando che “abbiamo l’obbligo a tutti i livelli di portare speranza di cura e guarigione, perché da tali disturbi è possibile guarire, che è fondamentale raccontare testimonianze costruttive, per essere da pungolo nei territori verso l’apertura di centri specializzati e per dare risposte di cura in tempi brevi”.
L’evento è stato moderato da Domenico Interdonato giornalista e vicepresidente dell’UCSI Unione Cattolica Stampa Italiana, che ha concesso il patrocinio e il logo, il quale ha ringraziato i relatori e i partecipanti, con la promessa di realizzare a marzo 2027 un evento formativo, che sappia coinvolgere i media ed in particolare i giornalisti e i comunicatori cattolici. Alle iniziative hanno dato il loro sostegno, assieme all’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana i seguenti media cattolici: Avvenire, TV2000, Sir e la rete della Radio inBLU 2000.


