Per quanto riguarda le questioni sul mondo del giornalismo segnalate nel report, invece, emerge, tra le altre cose, che una delle preoccupazioni maggiori riguarda il proliferarsi delle «fake news» e la ricerca di strumenti che le possano contrastare.
«Quest’anno domina la paura su come gli sviluppi tecnologici incidono sulla qualità dell’informazione e sullo stato della democrazia» scrive Newman. «L’arrivo di Trump alla Casa Bianca e le elezioni in Francia e in Germania mettono in evidenza l’aumentato potere dei nuovi canali di comunicazione, mentre i media tradizionali continueranno a perdere sia influenza che soldi. Più in generale ci sarà un dibattito acceso sul ruolo e sulla dimensione delle piattaforme tecnologiche oltre che su quanto le loro attività debbano essere regolate. L’intelligenza artificiale sarà il tema più caldo dal punto di vista tecnologico, e i dilemmi etici e pratici sul suo utilizzo diventeranno sempre più evidenti nel corso dell’anno».
In particolare le iniziative di editori e piattaforme per combattere la diffusione delle cosiddette «fake news» non riusciranno a ristabilire la fiducia del pubblico. Si intensificheranno le cyber-guerre e le battaglie tra governi e cittadini sui limiti da porre alla sorveglianza personale. Sempre più politici seguiranno l’esempio di Trump nell’uso dei social media per definire i temi e comunicare le loro posizioni anziché passare per la tradizionale intermediazione giornalistica.
E mentre fioriranno nuovi lavori come i servizi di «fact-checking» per verificare i fatti e smascherare le falsità, i giornali continueranno a tagliare posti di lavoro sia negli Usa che in Europa e ancora molti abbandoneranno l’edizione cartacea e avranno solo edizioni online. Continuerà ad aumentare la dipendenza dalle informazioni regolate dagli algoritmi, l’uso dei dati per servizi sempre più mirati e personalizzati e il potere delle società tecnologiche. L’innovazione punterà sulle app di messaggistica e i sistemi automatizzati per le conversazioni virtuali («chat bot»). E esploderà l’uso vocale dei computer e dei social.

