Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, è intervenuto ai lavori del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione). Un’occasione offerta ai dirigenti delle 29 associazioni aderenti per ripercorrere con un testimone d’eccezione i lavori del Sinodo straordinario e per individuare i passi del cammino sinodale verso l’appuntamento di ottobre 2015.Questioni aperte. Dalla conclusione dei lavori compiuti nei Circoli minori, che hanno recepito le osservazioni di metà corsa e hanno cercato di comporre al massimo le divergenze, è stata redatta la Relatio Synodi: “È un testo molto diverso dalla Relatio post, perché si è cercato di tenere conto di tutte le componenti emerse. In particolare – ha spiegato padre Lombardi –, una delle questioni principali riguardava le famiglie che vivono con grande sforzo e impegno la vita cristiana alla luce del Vangelo. A diversi osservatori era parso che non fossero state tenute in considerazione dalla Chiesa, quasi che l’interesse esclusivo si fosse concentrato sulle sfide e le situazioni irregolari”. Il testo che esce dai lavori del Sinodo è quindi la conclusione equilibrata di un percorso per certi versi accidentato, ma condotto secondo la logica voluta da Francesco: “Il Papa è stato brillante nel decidere di rendere pubbliche le votazioni dei singoli punti. Una novità che ha spiazzato tanti retroscenisti e ha spalancato le porte dell’Aula al mondo”. Per rendere evidente le difficoltà avvertite da alcuni padri sinodali, è esemplificativo il caso degli africani. Su 62 punti della Relatio Synodi, 59 sono stati approvati con la maggioranza dei due terzi. Soltanto 3 non l’hanno raggiunta, ovvero i paragrafi relativi all’ammissione alla comunione dei divorziati risposati, dell’accoglienza pastorale degli omosessuali e della comunione spirituale. Per i padri sinodali provenienti dall’Africa, ha precisato padre Lombardi, “è stato improbo confrontarsi con tematiche per loro assai distanti”: “Le Chiese africane sono alle prese con la poligamia, i matrimoni a tappe… Discutere di omosessualità o di altri argomenti che a noi sembrano acquisiti, non è in verità così immediato per dei vescovi che provengono da culture tanto diverse”.
Duc in altum. Durante i lavori del Sinodo è il vescovo di un Paese lontano a raccontare una storia che dà la misura della complessità dei temi affrontati. Partecipando ad un funerale, scorge nella bara del defunto una lettera. L’uomo, che per vicissitudini personali era vissuto per una larga parte della sua esistenza in una situazione di irregolarità familiare ma aveva sempre desiderato tornare ad avvicinarsi alla Comunione, quando era ormai malato e anziano aveva ricevuto una missiva in cui era stato riammesso ai Sacramenti. Per lui era stata una gioia e una consolazione tanto grandi da chiedere che quella lettera lo accompagnasse anche nell’ultimo viaggio terreno. “Il Sinodo porta a Roma vescovi di tanti Paesi con retroterra culturali ed ecclesiali profondamente diversi tra loro. Anche per questa ragione il cammino necessita di tempi lunghi e l’intuizione del Papa è stata decisiva in tal senso. La crescita verso un consenso – ha spiegato padre Lombardi – è lunga e faticosa. Ai vescovi spetta il compito gravoso di continuare a camminare insieme in questa fase preparatoria che ci separa dall’Assemblea generale ordinaria nel 2015”. Quanto al modo migliore di comprendere il pontificato di Papa Francesco, il direttore della Sala stampa della Santa Sede non ha dubbi: “Dobbiamo vivere nella fede come chi viaggia in mare aperto, ricordando anche l’invito di Giovanni Paolo II all’indomani del Giubileo del 2000: ‘Duc in altum’, ‘Prendere il largo’. Non sappiamo cosa ci aspetta negli anni che verranno, ma sappiamo che l’unico modo di affrontare il cammino è restare uniti nella barca della Chiesa”. (Agensir)
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Il presidente del Coordinamento, Domenico Delle Foglie, ha introdotto i lavori del Comitato. Monsignor Domenico Pompili, sottosegretario Cei e direttore Ufficio comunicazioni sociali, ha tenuto una riflessione per i comunicatori delle ventinove associazioni aderenti al Copercom.
In calce l’intervento di monsignor Pompili.(COPERCOM)
12 minuti 12, itinerario di spiritualità

