9 Luglio 2017
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Cresce la radio (anche nella pubblicità), tv locali in affanno.

Nel 2015 il valore del settore RadioTv ha raggiunto i 9,7 miliardi di euro, tornando a crescere dello 0,8% rispetto al 2014. Questi alcuni dei numeri relativi alla situazione degli operatori radio tv italiani emersi da un’analisi di Confindustria Radio Tv.

Franco Maresca

Stando ai numeri, la crescita più marcata è stata quella del settore radio, che ha registrato un +4,7% sul 2014, contro lo 0,5% registrato dal comparto tv. Lontani comunque i livelli pre-digitalizzazione: nel confronto 2011-2015 si registra infatti un saldo negativo dell’11%. In calo dello 0,9% gli occupati del settore.
Per il 2016, positivi i primi dati ricavabili che indicano un ulteriore aumento, dell’ordine del 4%, trainato soprattutto dalle tv, sulla cresta dell’onda grazie ai grandi eventi sportivi.

Sul fronte dei ricavi, nel quinquennio si è registrato un calo del 35%. Sul totale del 2015 i ricavi dell’emittenza locale rappresentano una fetta del 5%. A differenza di quanto accade per le realtà nazionali, il comparto locale non mostra inversioni di tendenza nell’anno, a eccezione del settore radio, che nel 2015 ha registrato un +1,7% sul 2014. In sofferenza le tv locali (-11,5%), anche a causa della diminuzione degli operatori presenti.

La pubblicità sul web (che – si specifica nella ricerca – CRTV valuta anche considerando le componenti video, search e social) ha superato la soglia dei 2 miliardi nel 2015, diventando nell’anno il secondo mezzo per investimenti dopo la tv. Le stime per il 2016 parlano di una crescita dell’8% sul 2014, con una raccolta da 2,3 miliardi di euro.