Più di 40 workshop caratterizzano la terza edizione di Digit, l’evento promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana e dalla Lsdi che si tiene negli spazi della Camera di Commercio di Prato e rappresenta un vero e proprio festival del giornalismo digitale italiano. Come sempre, alto livello tecnico dei panel e quest’anno anche un documento sullo stato dell’arte dal quale si evince che la carta è ancora padrona, ma è solo questione di tempo. Basterebbe dare un’occhiata ai seminari di Digit per rendersi conto della qualità del festival, della sua natura particolarmente tecnica. A Digit si parla del flusso di lavoro (workflow) nelle redazioni all digital, di competenze specifiche, di tricks per evitare querele e problemi legati alle contraddizioni di un paese in cui vige il regolamento Agcom, delle nuove fonti di informazioni che un giornalista digitale deve saper utilizzare, dai Big Data al cosiddetto Deep Web. Insomma, ci sono molti strumenti e poche chiacchiere, cosa che rende gli eventi di Digit – e ci voleva – qualcosa di diverso dagli infiniti festival sparsi per il Belpaese collegati più o meno direttamente alla parola più abusata del mondo: comunicazione.(DIGIT)

