Il Digital News Report del Reuters Institute, che. in collaborazione con l’Università di Oxford, ha analizzato i dati che provengono da 48 Paesi.
Il rapporto parla ancora di “piattaformazione”, con i social media e le reti video che rappresentano “per la prima volta nella storia il modo dominante di accesso alle notizie a livello globale”.
Primo dato: c’è una crescente integrazione dell’IA nella produzione e nel consumo di notizie. E di qui si innestano nuove sfide anche per i giornalisti.
In 29 dei 48 però la fiducia nel giornalismo è diminuita. La flessione più grande c’è stata in Irlanda. Stabile la situazione nel Nord Europa.
Serbia (19%), Croazia (22%) e Grecia (24%) restano “gli ambienti giornalistici meno affidabili del continente”.
In parallelo alla popolarità dei social media aumentano i creatori di notizie e influencer. Così il 27% dei consumatori riceve le notizie specificamente da influencer, e la percentuale sale al 45% se consideriamo creatori che non sono specializzati in notizie.
Positivo il giudizio sui media di Servizio Pubblico. Il 37% degli intervistati afferma che “le notizie di servizio pubblico hanno un effetto ‘molto’ o ‘in parte’ positivo sulla vita nel proprio paese, il 35% ha un’opinione mista e il 22% pensa che abbia un effetto negativo”.


