Secondo loro il provvedimento rappresenterebbe una misura restrittiva nei confronti della stampa che vive di pubblicità.
L’atto, si legge in una nota, “propone nuove restrizioni alla pubblicità online che sarebbero dannose per i settori finanziati dalle inserzioni pubblicitarie, come la stampa e i media”.
Nel comunicato si legge anche: “Piuttosto che un divieto generalizzato e sconsiderato della pubblicità personalizzata occorre una legislazione equilibrata che tuteli sia i diritti fondamentali che la protezione dei cittadini e una concorrenza alla pari nel mondo digitale”.

