La motivazione dell’oscuramento, si legge in una nota dell’azienda, è che attraverso queste pagine si veicolavano e venivano condivisi “contenuti divisivi e informazioni false contro i migranti, antivaccini e antisemiti”:
La decisione è arrivata dopo la denuncia di Avaaz, una Ong che si occupa di diritti umani e campagne ambientali. “Abbiamo preso provvedimenti contro alcune pagine che hanno ripetutamente diffuso disinformazione. Adotteremo ulteriori misure nel caso dovessimo riscontrare altre violazioni”, scrivono le agenzie nella serata del 12 maggio.
La notizia ha suscitato numerose reazioni nell’opinione pubblica. Di certo, a due settimane dal voto, non è un episodio che lascia indifferenti, anche per la forte connotazione politica che avevano molte di queste pagine. Quanto è accaduto dimostra anche che Facebook ha deciso di non stare più soltanto alla finestra, di abbandonare la presunta neutralità del suo ruolo e di comportarsi come farebbe qualsiasi editore. Ma è un passaggio epocale, lascerà il segno. (ar)

