Istituzioni Ue e Stati membri avranno a disposizione dunque una piattaforma dove far confluire in modo rapido i dati sulle campagne di disinformazione online, sulla base di dati “open source” (ossia raccolti da fonti di pubblico accesso), oltre che delle analisi di studiosi, accademici e del lavoro dei fact-checkers.
Prosegue anche l’azione sui colossi digitali in vista delle europee. In queste ore a Bruxelles il vicepresidente Andrus Ansip, la commissaria Ue per la Giustizia Vera Jourova e il commissario per l’Unione della sicurezza Julian King incontreranno rappresentanti delle piattaforme online che hanno aderito al “codice pratico” contro la disinformazione, tra cui ci sono Facebook, Twitter e Google.

