31 Ottobre 2026
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Il laboratorio di Gigio Rancilio nella seconda giornata della scuola Ucsi di Assisi

Fare bene i giornalisti utilizzando l’IA

Selene Corradossi

“Come fare meglio i giornalisti utilizzando l’IA”: è il titolo del laboratorio di Gigio Rancilio, giornalista di Avvenire, che si è tenuto il 31 ottobre alla scuola di formazione Ucsi di Assisis.

In questa seconda giornata, il laboratorio ha percorso i principi cardine che permettono di svolgere un buon lavoro giornalistico nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.

A partire dal fatto che “la responsabilità deve sempre rimanere nelle mani dei giornalisti”. È indispensabile infatti verificare sempre le fonti, anche quando l’IA le propone in maniera sicura. E poi occorre essere trasparenti verso il lettore, dichiarare e allo stesso tempo tutelare le fonti e, infine, non ricorrere a immagini prodotte dall’IA.

Dopo aver ribadito le “linee guida”, Rancilio si è soffermato sul fatto che l’IA può essere uno strumento utile per il lavoro di giornalista e un esempio è il fact checking.

Google Fact Check Tools, Perplexity e Indicator sono tra le migliori piattaforme per questa pratica, ma è sempre fondamentale tenere a mente alcune regole da seguire: chiedersi se si tratta di una fonte primaria, quando è stata pubblicata la prima volta e se esiste un fact checker indipendente che ha già verificato questa informazione. Rammentando sempre che la verifica finale deve rimanere nelle mani degli uomini: “La tecnologia deve essere un assistente, niente di più”.

In seguito Rancilio ha spiegato che l’IA può essere utilizzata per fare deep resourcing ma si pone il problema di come impostare la domanda di ricerca. “Chiediamo sempre alla macchina e diamole istruzioni facendoci identificare a livello professionale”, è stato il consiglio di Rancilio.

Vale quindi sempre la logica per cui lo strumento trova, ma è il giornalista a giudicare e decidere. Non a caso il 2 agosto scorso è stato compiuto un importante passo in avanti a livello europeo per quanto riguarda l’utilizzo dell’IA. Infatti, come ha spiegato Rancilio, l’articolo 50 dell’Artificial Intelligence Act dell’Unione Europea prevede che i testi generati o manipolati dall’IA devono sempre essere dichiarati a meno che non ci sia un controllo editoriale umano in cui però la persona coinvolta deve assumersi la responsabilità. L deve essere un controllo sostanziale: “la semplice correzione di un refuso o di grammatica non è sufficiente”, per citare le parole conclusive di Rancilio.