“La quasi totalità dei mezzi di informazione ha moltiplicato gli spazi dedicati alle notizie, ai reportage e agli approfondimenti, ha aggiunto Lorusso, trovando piena condivisione con il membro del governo.
Perciò, secondo Lorusso, servono ulteriori misure di sostegno per tutta la filiera dell’informazione. “Giornali, televisioni e siti web stanno soffrendo per il calo della raccolta pubblicitaria dovuta alla chiusura di numerose attività produttive e commerciali. L’informazione è stata inserita fra i servizi pubblici essenziali, e di questo va dato atto al governo, ma adesso è necessario che quel flusso quotidiano di notizie e approfondimenti continui ad essere garantito”.
Per la Fnsi vanno sbloccate le risorse per la Rai, per la carta stampata e per l’emittenza radiotelevisiva locale, a patto che le singole testate garantiscano il servizio pubblico essenziale e il pluralismo delle voci, oltre che i contratti di giornalistie dipendentio”.
C’è poi il tema del rischio da Coronavirus anche per i giornalisti e gli operatori “in prima linea”.
Lorusso auspica che “le autorità sanitarie valutino le situazioni di maggiore esposizione e dispongano, per mutua protezione, l’effettuazione dei tamponi”.
Una esperienza innovativa in questo senso è quella del Veneto. Lì, unica caso per ora in Italia, c’è stata l’intesa tra il Sindacato dei giornalisti e la Regione.
C’è la possibilità, offerta ai soli giornalisti e tecnici-operatori che “per esclusivi motivi di servizio, certifichino lo stato di effettiva esposizione a rischio di infezione da coronavirus”, di effettuare i tamponi rivelatori del contagio.
Le liste di nomi saranno segnalati da Cdr e fiduciari al Sindacato con l’assenso esplicito del collega. I freelance potranno inoltrare la loro richiesta direttamente al Sindacato, “dichiarando che, esclusivamente per motivi professionali, versano in un effettivo stato di esposizione al rischio di contagio da Covid-19”.

