L’Italia è quinta nella classifica dei paesi “beneficiati” da Goggle: al primo c’è la Germania (con 14,9 milioni di euro e 67 progetti). Seguono Gran Bretagna (10,3 milioni destinati a 58 candidati), Francia (10,2 milioni per 41 editori) e Spagna (8,2 milioni per 33 progetti). “Quest’anno – afferma il report di Google – molti progetti hanno adottato un approccio sempre più collaborativo, dove editori diversi di uno stesso Paese o di Paesi diversi hanno messo in comune le risorse e condiviso conoscenze per creare progetti su misura. O usando la codifica open source”.
I fondi della Digital News Initiative continuano a rivolgersi agli editori che propongano soluzioni per affrontare le principali sfide per il settore: lotta alla disinformazione, raccontare storie locali, incrementare i ricavi digitali ed esplorare nuove tecnologie.
La lotta alla disinformazione ammette “progetti che si occupano di difendere e proteggere il giornalismo di qualità utilizzando il fact checking e altre tecnologie”.
Altra grande sfida è consentire agli editori più piccoli e locali di “far sentire la propria voce nello spazio digitale”.
Il secondo progetto italiano citato nel report 2018 è del Secolo XIX, che arricchito una piattaforma di e-learnig con cui formare i giornalisti su social media e contenuti digitali.

