9 Luglio 2017
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Giornali di partito, fallimento per l’80% di quelli finanziati dallo Stato.

I calcoli li ha fatti l’osservatorio civico Openpolis, che sommando i dati ufficiali forniti dalla Presidenza del Consiglio ha evidenziato come dal 2003 ad oggi lo Stato ha versato oltre 230 milioni di euro nelle casse di 19 testate di partito.

Franco Maresca

Solo il 20% è rimasto in vita. Il caso più clamoroso è proprio quello del giornale fondato nel 1924 da Antonio Gramsci che non e’ piu’ in edicola dal 3 giugno.
Da l’Unità a La Padania, fino a Europa e Liberazione. Storie politiche profondamente diverse, ma con un minimo comune denominatore: si tratta di giornali di partito che nonostante i corposi aiuti pubblici hanno avuto una fine ingloriosa.

Stesso, identico discorso per la Padania (più di 38 milioni di euro) e per Europa (32 milioni e mezzo di euro), a cui vanno aggiunte altre 16 testate. Quasi tutte chiuse, con appena il 10% ancora attivo in forma cartacea (La Discussione e Zukunft in Südtirol) e solamente un 5% in versione online (Secolo d’Italia).