Le redazioni online più strutturate, sia quelle native sia quelle di testate tradizionali, considerano il digitale più come uno strumento tecnico-tecnologico che non come un nuovo modo di fare giornalismo. È uno dei dati emersi dalla ricerca sul giornalismo online in Italia che il gruppo di lavoro sui giornalismi del Consiglio nazionale dell’Ordine ha presentato a Prato in apertura di ‘Digit2014′, in un incontro a cui sono intervenuti il presidente del Cnog Enzo Iacopino, il segretario della Fnsi Franco Siddi, Pier Luca Santoro, esperto di marketing dei nuovi media e coautore del rapporto, e Mario Tedeschini Lalli di Ona Italia (Online News Association). La tavola rotonda è stata moderata da Pino Rea, coordinatore del Gruppo di lavoro del Cnog che ha condotto la ricerca.
Anche nel caso di molte delle testate native – rileva il report – la cultura della carta (quell’insieme di valori, di rapporti gerarchici e di pratiche che hanno dominato il processo di produzione giornalistico dagli inizi del Novecento) domina in modo incontrastato.
E in molte di queste testate la tendenza sembra essere infatti quella di “preservare le funzioni giornalistiche tradizionali e di evitare qualsiasi contaminazione”.Tuttavia, anche se in modo minoritario, sia in alcune testate native come Post o VareseNews sia in alcune redazioni tradizionali si segnalano dei cambiamenti che fanno pensare a un processo di trasformazione nel concreto della cultura e della pratica giornalistica. Ad esempio si può citare il rifiuto, teorizzato e praticato dalla testata diretta da Luca Sofri, di continuare a tenere separate le attività giornalistiche da quelle tecniche: “Non distinguiamo più i ruoli”, spiega Sofri. Altro esempio è la presenza a VareseNews di figure ‘ibride’, cioè di giornalisti che svolgono anche funzioni tecniche. (ODG)

