Giornalismo: i finalisti del Premio Sakharov per libertà di pensiero
Le attiviste e avvocatesse yazide Nadia Murad Basee e Lamiya Aji Bashar, il membro del Parlamento ucraino e leader tataro Mustafa Dzhemilev e il giornalista turco Can Dündar sono stati nominati come candidati finalisti per il Premio Sakharov 2016, premio che ogni anno il Parlamento Europeo assegna a personalità ed organizzazioni che si dedicano alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali. Murad Basee e Aji Bashar sono state entrambe prigioniere dello Stato islamico che le ha schiavizzate nell’estate del 2014, quando Kocho, il loro villaggio nel nord dell’Iraq, venne distrutto dalle truppe dell’Isis. Dzhemilev, anche noto come Mustafa Abdülcemil Qırımoğlu, è stato bandito dalla Crimea da quando la Russia ha invaso e annesso la penisola alla sua Federazione nei primi mesi del 2014. È una personalità di spicco nella difesa dei diritti umani e delle minoranze del suo Paese da oltre cinquant’anni. Can Dündar è l’ex caporedattore del quotidiano turco Cumhuriyet ed è stato arrestato nel novembre del 2015, dopo che il suo giornale aveva riferito attraverso alcune fotografie che i servizi segreti turchi erano coinvolti direttamente nel contrabbando e nella consegna illegale di armi ai ribelli siriani. Il trio dei finalisti è stato scelto dai membri delle Commissioni degli affari esteri e dello sviluppo del Parlamento europeo. Il vincitore, che riceverà 50.000 euro, verrà indicato dal Presidente del Parlamento europeo e dai leader degli otto gruppi politici dell’Assemblea il 27 ottobre. La cerimonia di premiazione si terrà invece a Strasburgo il prossimo 14 dicembre.
Franco Maresca

