5 Settembre 2015
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GIORNALISMO INVESTIGATIVO IN TERRA DI MAFIA, ESPERTI A CONFRONTO A CASAL DI PRINCIPE

120150905 summer school casal di principe giornalismo inchiestaProseguono, a Casal di Principe, le lezioni della «Summer school» sul «Giornalismo investigativo in terre di mafia» targata Ucsi-Agrorinasce. Anche oggi giornalisti e i comunicatori provenienti da ogni parte d’Italia si sono ritrovati nell’aula magna dell’«Università per la legalità e lo sviluppo» per un confronto diretto con investigatori, magistrati e con altri giornalisti che si sono distinti per le proprie capacità investigative. Dopo la «lectio magistralis» sulle origini della camorra a cura di Fabrizio Feo del «Tg3», la parola è passata all’inviato de «Il Mattino» Gigi Di Fiore, che si è trattenuto a lungo sull’importanza della «narrazione» nei reportage di mafia. Ha parlato di Roberto Saviano, dell’influenza che il film e la serie tv «Gomorra» hanno avuto sul linguaggio del clan e di una figura che, secondo Di Fiore, resta un faro nel giornalismo investigativo, Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra, di cui il prossimo 23 settembre ricorre il trentennale dalla morte. A Di Fiore si è frapposto l’altro relatore della mattinata Toni Mira di «Avvenire», in un bel confronto moderato da Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine della Campania, e da Luigi Ferraiuolo, direttore della «Summer school». «Nell’ultimo decennio, l’opinione pubblica ha compreso l’importanza del giornalismo e della scrittura in generale nella lotta alla criminalità organizzata. Ci è parso utile favorire una discussione donne e uomini in trincea nella lotta alle mafie», spiega Ferraiuolo. «La «Summer school» sta facendo conoscere ai giornalisti i tanti beni confiscati alla camorra e le iniziative economiche avviate su questi beni da Agrorinasce», aggiunge Giovanni Allucci, amministratore del consorzio. Le lezioni, gli incontri e gli approfondimenti si stanno tenendo, infatti, in edifici simulacro del malaffare, oggi ritornati alla collettività. La «Summer school» si concluderà domani, alle 11, con il dibattito su mafia e media, al quale prenderanno parte il sindaco di San Giuseppe Jato, Davide Licari, il sindaco della città, Renato Natale, e i giornalisti Aldo Balestra, capo della redazione de «Il Mattino» di Caserta, e Ottavio Ragone, caporedattore della redazione campana de «La Repubblica». Iniziata nel pomeriggio di ieri, la scuola ha già visto in cattedra, tra gli altri, Cesare Sirignano, magistrato della Procura nazionale antimafia, Giuseppe Linares, capo della Direzione investigativa antimafia di Napoli. Francesco Cananzi, consigliere del Csm, Rosaria Capacchione, giornalista e senatrice della Repubblica, e Orazio Rossi, presidente di Collegio penale Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.(ILMATTINO)