13 Agosto 2026
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Una scelta-non scelta che ha a che fare anche con la nostra democrazia

Giornalismo, la ‘vera’ scelta

la scelta non scelta di fare il giornalista

Vincenzo Varagona

Mi sono trovato un po’ in difficoltà nel rispondere all’appello-provocazione di Antonello (come è nata la scelta di fare il giornalista?), perché io in realtà non ho scelto di fare il giornalista.

A 16 anni una catechista mi ha chiesto alcune righe di feedback (così si direbbe oggi) su un evento pastorale per il periodico diocesano e – scrivendolo – mi sono accorto che ne era uscito un racconto, un pezzo di cronaca. Forse era scritto bene, perché il Vescovo di allora mi chiamò chiedendomi di far parte della redazione.

Dal periodico ad Avvenire il passo è stato quasi scontato, poi il quotidiano della mia regione, l’assunzione in una città lontana 70 km dalla mia e infine, la Rai, che proprio in quegli anni ‘esplodeva’ con i suoi palinsesti regionali.

La provocazione di Antonello, tuttavia, mi fa riflettere sul fatto che – al di là di come si sia cominciato – questa professione resta una scelta di campo molto importante. Non solo e non tanto nel decidere di rimanerci, nonostante tutto, magari perché non si hanno alternative, quanto per la necessità vitale che rimanerci significa davvero un’Inversione a U, nello stile, nelle abitudini, nella testimonianza quotidiana.

L’aggressione alla professione corrisponde dunque all’aggressione in atto al sistema democratico. Questo non significa dover fare politica, anche se politica è gestione del bene comune e non ci sarebbe nulla di male. Giornalisti uccisi, imprigionati, messi a tacere con querele temerarie, con un tasso di fiducia prossimo allo zero, con l’IA che ti attende al varco per decidere della tua sopravvivenza.

Ecco, la mia scelta è quotidiana, nel tentare di restituire una speranza ai tanti ragazzi (sempre di meno, comunque) che scelgono questo sentiero impervio.

Per questo l’appello provocazione è accattivante ma cambierei la domanda: raccontaci quando sei ri-nato giornalista, una rinascita che auguro davvero a tutti, non solo ai giornalisti, ma anche una ri-nascita democratica con la consapevolezza di essere cittadini responsabili. Serve un’alleanza, per tutto questo, ed è la vera scommessa del nostro tempo.