In occasione della Giornata internazionale della donna 2026, la Federazione internazionale dei giornalisti e il suo Consiglio di genere celebrano «l’impegno e il coraggio delle giornaliste che continuano a raccontare, nonostante minacce e intimidazioni». Undici sono state uccise nel 2025.
«Esse svolgono un ruolo chiave nel racconto che l’informazione offre di ciò che accade e nel rafforzare il pluralismo dei media, eppure vengono regolarmente prese di mira, molto spesso proprio per il solo fatto di essere donne».
Subiscono molestie, minacce, sono pagate meno dei colleghi uomini. «Non possiamo permetterlo», scrive Maria Angeles Samperio, presidente del Gender Council della Ifj, che invita «tutte le organizzazioni a sostenere il diritto delle donne a praticare liberamente il giornalismo».
C’è anche, per la Giornata internazionale della donna, un’inchiesta realizzata da quattro giornaliste freelance, in collaborazione con IrpiMedia e con il supporto di Fnsi, Ordine nazionale dei giornalisti e Ordini regionali del Piemonte e del Trentino-Alto Adige. Raccoglie cento interviste ad altrettante giornaliste che lavorano o hanno lavorato per agenzie di stampa, testate online e cartacee, radio e tv italiane, che hanno denunciato «episodi di discriminazione, molestie, ricatti sessuali, stupri e tentate violenze».


