Ironicamente pero’ oltre la meta’, il 53,9%, dei web-surfer per avere notizie si rivolge alle edizioni online proprio dei quotidiani (battute solo da portali generalisti o siti raggiunti attraverso motori di ricerca che si attestano intorno al 57%). Una piccola percentuale poi gia’ ora paga per avere notizie: abbonamenti online, servizi di informazione via sms o singoli articoli, approfondimenti o la consultazione degli archivi.
In ogni caso l’uso di Internet per le notizie e’ in aumento. Il 65% degli intervistati ha ammesso di servirsene piu’ quest’anno dell’anno scorso e l’incremento e’ destinato a durare nel tempo, ponendo la necessita’ di intervenire per garantire a tutti i fruitori del web di leggere notizie affidabili e verificate.
Senza voler criminalizzare la rele o i contributi dei blogger che hanno creato negli ultimi anni una nuova classe di operatori della comunicazione, i cosiddetti ”citizens journalist”, tuttavia il popolo di internet cerca rassicurazioni almeno su temi molto delicati come per esempio la salute, l’ambiente, la finanza dove ‘certezza, legittimazione ed affidabilita’ sono da considerare elementi insostituibili.
Sull’esempio di quanto avviene negli Stati Uniti, dove le autorita’ sanitarie hanno riconosciuto come ”affidabili” soltanto alcuni siti che parlano di medicina e salute, distinguendoli nella rete attraverso una icona colorata, sarebbe opportuno che anche in Italia, con il coinvolgimento soprattutto degli ordini dei giornalisti e di altri garanti (ad esempio i presidenti delle societa’ scientifiche in medicina, dell’albo degli ingegneri per le costruzioni, etc.etc.) si possa ipotizzare il ricorso ad un particolare ”bollino blu” che certifichi la qualita’ e l’attendibilita’ della notizia pubblicata in rete.
Notizie veloci, facili da trovare, ma soprattutto verificate sono quello che chiedono i naviganti in Internet, che sempre piu’ si rivolgono alla rete per leggere le news, ma che nel 63% dei casi le ritengono inaffidabili o dubbie. E allora l’idea di avere una sorta di bollino blu, un marchio di garanzia, nelle notizie fatte dai giornalisti iscritti all’Ordine, trova l’assoluto gradimento della maggioranza degli internauti.
Ed allora, se a circa 8 milioni di web-surfer, secondo le recenti indagini demoscopiche, vedono di buon grado l’idea di un bollino blu, non resta che sollecitare ordini professionali ed associazioni di giornalisti a rimboccarsi le maniche per creare una sorta di marchio di origine controllata delle notizie, laddove queste non contengono la indicazione precisa delle fonti , come per esempio avviene nelle pagine on line delle maggiori agenzie di stampa italiane.

