19 Gennaio 2018
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Gli ‘oscar della bugia’ secondo Trump, un anno dopo il suo insediamento.

La presidenza Trump oggi compie un anno. E lui annuncia le testate e le storie vincitrici del ‘Fake News Awards’, il riconoscimento che ha creato per premiare i media secondo lui ‘più bugiardi’ dei dodici mesi appena passati. Ad annunciarlo è stato il presidente Usa, segnalando – manco a dirlo, con un tweet – il link alla classifica pubblicata sul sito del Partito Repubblicano, che inizialmente è andato in tilt per le troppe richieste di accesso.

Franco Maresca

Secondo il sondaggio, autogestito da Trump, il giornale più bugiardo è il New York Times, con un articolo del premio Nobel per l’Economia 2008, Paul Krugman, che il 9 novembre 2016 – il giorno dopo le elezioni presidenziali – aveva previsto che l’economia “non si sarebbe mai ripresa” dalla vittoria di Trump.

Al secondo posto la Abc, con il reporter investigativo Brian Ross, poi sospeso per un mese dalla rete, per aver erroneamente affermato a mercati aperti che l’allora candidato repubblicano alla casa Bianca aveva dato ordine a Michael Flynn (per soli 24 giorni suo Consigliere per la Sicurezza Nazionale), di contattare i russi. In realtà l’incarico era stato dato da Trump in qualità di presidente eletto, vincitore del voto dell’8 novembre ma non ancora insediato nella pienezza dei poteri il 20 gennaio 2017. La Abc corresse la notizia – nel primo caso ci sarebbe stata la prova conclamata di un crimine, nel secondo no – 7 ore dopo averla data, con i mercati in tumulto.

A seguire la CNN per le notizie ‘imprecise’ su WikiLeaks. Fuori dal podio in quarta posizione il Time per aver riferito falsamente che Trump aveva rimosso un busto di Martin Luther King Jr. dalla Casa Bianca. Quinto il Washington Post per aver riferito ‘ erroneamente’ che un evento in Florida dove era presente Trump, era stato un flop mentre invece “era pieno di gente”.
Tra le fake news citate – oltre ad altre storie da Cnn e New York Times – anche una da Newsweek, che aveva segnalato il rifiuto della first lady polacca Agata Kornhauser-Duda di stringere la mano a Trump.

Intanto il New York Times, in concomitanza con “i riconoscimenti”, ha scelto di rinunciare alla pagina degli editoriali e dei commenti per dare spazio a lettere di sostenitori del presidente. “Nello spirito del dibattito aperto e sperando di aiutare i lettori che hanno la nostra stessa opinione a comprendere meglio le opinioni degli altri, abbiamo voluto consentire ai sostenitori di Trump di argomentare al meglio delle loro possibilità in favore del presidente in coincidenza con il suo primo anno di presidenza”, si legge in un breve messaggio di introduzione all’iniziativa, a cui seguirà una pagina dedicata ad elettori di Trump delusi.