Google punta a robotizzare la scrittura giornalistica con un nuovo progetto editoriale. I computer scriveranno 30mila articoli al mese da diffondere ai media locali, aiutati dai colleghi in carne ed ossa. Il cuore del sistema è rappresentato ancora una volta dai Big Data e dall’intelligenza artificiale, entrambi fondamentali per comprendere come i giornalisti cercano, analizzano e distribuiscono le informazioni considerando questioni politiche, sociali, etiche ecc. come emerge dalla ricerca Digital Journalism.
Già in passato Google aveva partecipato al supporto del mondo giornalistico in Europa, attraverso la Google Digital News Initiative (DNI), un’iniziativa che vale 150 milioni di euro della durata di tre anni e che mira a “stimolare e supportare l’innovazione nel giornalismo digitale nell’industria delle notizie in Europa”. Il responsabile della Press Association Peter Clifton, ha confermato che l’intelligenza artificiale è sempre più impiegata per la creazione di contenuti e storie: “i giornalisti capaci sono vitali nel processo, ma Radar ci permette di fornire un numero di storie locali che sarebbe impossibile produrre manualmente”.
I giornalisti “automatici” di domani attingeranno da open data e potranno usare software di Generazione del Linguaggio Naturale (NLG). “È un grande passo avanti per PA”, ma che fine fanno questi articoli prodotti un po’ manualmente e un po’ automaticamente? Andranno a sostenere gli editori indipendenti, siti Web e blog conferma la Press Association.

