“Pagare gli articoli sette euro lordi, spese comprese, è un insulto”, hanno scritto nel documento della loro assemblea. La richiesta è quella di far applicare la legge sull’equo compenso e di cancellare “lo strumento del Cococo e delle finte partita Iva”.
Categorico il commento del presidente dell’Ordine, Carlo Verna: “Dalla sconvolgente esperienza che stiamo facendo nel giornalismo, dove lo sfruttamento dei free lance ha raggiunto picchi inaccettabili per un paese con legislazione democratica, emerge con nettezza a 50 anni dalla legge 300 l‘esigenza indifferibile di uno statuto dei lavoratori autonomi che in alcune professioni sono di gran lunga più deboli dei loro presunti clienti”.
Verna è ancora più duro contro gli “editori che mascherano la subordinazione di fatto con incarichi continuativi e sottopagati, nonché caratterizzati in virtù della precarietà del rapporto da assoluta mancanza di libertà professionale che consenta di garantire autonomia e deontologia”.
L’appello del presidente al governo è che non ci siano più ritardi sull’equo compenso.

