Anche la Diocesi di Genova ha chiuso l’Anno Santo “Pellegrini di Speranza” in tutte le cinque chiese giubilari dislocate sul territorio.
Molto significativa è stata la celebrazione presieduta in Cattedrale da Mons. Marco Tasca, che ha sinterizzato nella sua omelia i 12 mesi di un cammino intenso e ricco, portatore di alcuni “frutti” speciali. Sono stati tanti i pellegrinaggi organizzati dai Vicariati e dalle parrocchie, molto grande anche la partecipazione dei giovani che da Genova sono partiti alla volta di Roma per incontrare Papa Leone per il loro giubileo. Un anno di grazia, di spiritualità intensa, di riconciliazione e speranza, resa visibile nei tanti pellegrinaggi.
A Genova il Giubileo ha lasciato anche alcuni segni tangibili molto importanti: l’Arcivescovo quest’anno ha celebrato la Messa giubilare nelle Case circondariali di Marassi e Pontedecimo incontrando le persone detenute, il corpo di polizia penitenziaria e le direzioni, ma anche negli ospedali cittadini San Martino, Galliera e Villa Scassi.
E grazie all’impulso dato dal Giubileo, in Diocesi sono maturati alcuni frutti che rimarranno a testimonianza dell’impegno di solidarietà e attenzione.
Al Monastero dei Santi Giacomo e Filippo, storico luogo di accoglienza per le persone senza fissa dimora è nata la “Casa della pace don Piero Tubino”, in ricordo del fondatore di questo importante presidio sul territorio.
A Sestri Ponente, la Società Operaia Cattolica è capofila con Caritas Diocesana del “Progetto Rut”, a sostegno del lavoro povero o non giustamente retribuito.
Infine, nasce nel Centro Storico uno sportello di assistenza e accoglienza per le persone detenute e per i loro familiari.


