Nell’omelia il card. Bassetti si è riferito al Vangelo del giorno in cui si racconta del paralitico che viene calato dal tetto del tempio davanti a Gesù perché venga guarito. Quel racconto, ha detto, mi ha fatto pensare ai giornalisti. Lì ci sono i barellieri, bloccati dalla folla intorno a Gesù, che escogitano un complicato sistema – salire sul tetto con il paralitico, spostare le tegole, calare la lettiga con le corde davanti a Gesù – per soccorrere il loro protetto. Lo stesso devono fare i giornalisti: prendersi cura del loro lettore, aiutarlo nelle difficoltà, escogitare le vie per venire incontro ai suoi bisogni.
L’immagine proposta dal cardinale bene si adatta al tempo di una professione che può sopravvivere, e restare degna di essere vissuta, se saprà declinarsi interamente nella dimensione del servizio: in modo che attraverso il loro lavoro i giornalisti sappiano dare risposte – ha aggiunto il card. Bassetti – sia allo smarrimento diffuso dei valori e delle certezze, sia alle difficoltà materiali e alla povertà.

