128 sono i canali presenti sulla piattaforma digitale terrestre, mentre gli altri sono distribuiti sul satellite (free e pay). 130 i canali accessibili gratuitamente (su DTT e TivùSat), 236 i servizi a pagamento all’interno dei principali bouquet nazionali.
Gli editori con il maggior numero di canali Tv sono Sky Italia (119), Mediaset (a molta distanza, con 39), Rai (26), Fox International Channels Italy (24) e Discovery Italia (21).
Ma digitale terrestre in Italia significa anche emittenza locale, un settore che conta oggi almeno altre 350 emittenti, fra comunitarie e commerciali, che trasmettono oltre 400 marchi.
L’obiettivo del monitoraggio, scrive Confindustria Radio Tv dal suo sito web, è anzitutto fornire i dati dell’offerta televisiva nazionale e dar conto della sua ricchezza e varietà, che si misura in numero e qualità dei servizi offerti, ma anche di pluralismo degli operatori. Si intende inoltre fotografare l’evoluzione dell’offerta nel tempo. Monitoraggio reso tanto più necessario poiché ci si appresta, in coordinamento con gli altri Paesi UE, a liberare una parte pregiata delle frequenze fino ad oggi assegnate alla trasmissione via etere (analogica prima, ora digitale terrestre): ci riferiamo alla cosiddetta banda 700 Mhz (694-790 MHz) che verrà assegnata agli operatori mobili per l’offerta di connessione ultralarga di nuova generazione (5G).

