Nel messaggio iniziale il Capo dello Stato aveva sottolineato: «Nelle difficoltà abbiamo riscoperto la capacità di resilienza della nostra gente, il senso del dovere di molti, la solidarietà e la gratuita azione volontaria a favore di chi ha più bisogno, il valore delle reti associative.
Insieme alle istituzioni, tutti i corpi intermedi e il terzo settore, espressione della società civile, sono chiamati a partecipare alla sfida di una vera e propria rinascita, che ponga la dignità della persona e l’affermazione dell’eguaglianza dei diritti e delle opportunità al centro delle iniziative, come detta la Costituzione Repubblicana. Per assicurare prospettive di un futuro positivo alle generazioni più giovani»
Il nuovo presidente è nato a Pisa nel 1975, è cooperatore sociale con un lungo percorso nelle Acli che l’ha portato ad essere presidente delle Acli di Pisa dal 2006 al 2012, anno in cui è invitato in Presidenza nazionale con l’incarico per l’Economia civile e la Cooperazione sociale. Dal 2016 è stato vicepresidente vicario delle Acli e presidente del Patronato Acli.
“Potere è prima di tutto un verbo: poter servire, poter fare, poter fare bene. Cerchiamo di farlo tutti insieme per le nostre Acli e per farle diventare Acli in movimento, in cammino, soprattutto verso le periferie esistenziali. Acli che corrono per ricucire fratture presenti nella società”, ha detto Manfredonia durante il primo saluto.

