24 Novembre 2025
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L'approfondimento sulle politiche di coesione e sugli 'errori' che si fanno in Italia

Il contatto dei giovani giornalisti Ucsi con l’Europa

il contatto con l'Europa dei giovani giornalisti Ucsi

Gaia Gennaretti

L’impegno dell’Ucsi è quello anche di favorire occasioni di crescita professionale ai giovani giornalisti che partecipano alla vita dell’associazione. Ed è il caso di Gaia Gennaretti, che ha vinto un bando europeo della Commissione, riservato a 25 giornalisti provenienti da tutta Europa. Il suo contatto diretto con le istituzioni europee le ha permesso di approfondire il tema delle politiche di coesione (ndr)

A contatto con l’Europa: le politiche di coesione

 Essere a Bruxelles e poter approfondire tematiche fondamentali come quella sulle politiche di coesione ci ha aperto gli occhi su come l’Italia stia spendendo queste risorse.

Partiamo dal presupposto che il nostro Paese è il secondo maggior beneficiario, in particolare per le regioni del Sud considerate “a basso sviluppo” e quelle del centro, considerate “in transizione”.

Un’altra importante premessa è che il nostro Governo dovrebbe prevedere, in bilancio, un proprio fondo di coesione, ovvero risorse nazionali che dovrebbero consentire alle regioni del sud e del centro di svilupparsi e raggiungere standard più elevati. E le risorse europee di coesione dovrebbero essere aggiuntive.

Ma cosa succede? Da oltre 15 anni, queste risorse nazionali, se nelle leggi di bilancio vengono previste, col trascorrere dei mesi poi scompaiono, dirottate verso altre cose, e le risorse europee, anziché aggiuntive, divengono sostitutive.

E questo è grave perché le risorse europee dovrebbero servire a finanziare infrastrutture, acquedotti, reti elettriche, fibra e connessioni, strade e quant’altro. Ma con la miopia che spesso contraddistingue la nostra politica nazionale e la gestione dei fondi di coesione, ritroviamo le risorse europee utilizzate per finanziare stagioni teatrali, spettacolini, eventi e piccoli interventi locali che per quanto portino benefici in termini di visibilità di questo e quell’amministratore pubblico non portano reali e tangibili benefici in termini di sviluppo e di crescita.

Peraltro va anche considerato che le risorse europee del fondo di coesione vanno anticipate dalle amministrazioni locali (in particolare dalle Regioni), fatti salvi alcuni anticipi da parte dell’Ue, e quindi si comprende bene come senza le risorse nazionali nessuna Regione può anticipare i costi elevati di grandi opere.