In particolare, dice Noel Curran, direttore generale dell’EBU “il giornalismo dei media di servizio pubblico è diventato vitale per le campagne di informazione e di salute pubblica, vitale per una corretta comprensione e analisi. Ha mantenuto la gente informata, ma soprattutto l’ha mantenuta in vita”.
L’Ebu comprende 115 organizzazioni membri in 56 Paesi e altri 31 associati in tutto il mondo.
Nell’intervista che ha concesso ai media vaticani, Curran auspica anche che le reti pubbliche investano nel giornalismo d’inchiesta. “Ne abbiamo visto i benefici, il bene pubblico, come questo giornalismo abbia avuto un impatto sulle politiche in Europa, come abbia permesso alla gente di conoscere mondi che non sapevano nemmeno esistessero”.

