Sul sito c’è un interessante filmato iniziale e poi si compie un tour virtuale.
Si scoprono apparati tecnologici che “abbracciano duecento anni di storia delle comunicazioni, tra costumi, arredi unici come un prezioso mappamondo del 1967 che ‘nasconde’ all’interno una vera tv, o apparati come il primo prototipo elettromeccanico della televisione di John L. Baird”.
Ci sono poi veri e propri ‘reperti’: la cabina del Rischiatutto, il trespolo di Portobello e le poltrone di Quelli che il calcio.
“Un sito pensato anche per essere accessibile a tutti, proprio come il Museo: ospita, infatti, anche sette video il cui protagonista è Raimondo, un Avatar 3D che – utilizzando la Lingua dei Segni Italiana (LIS) – illustra nascita e sviluppo delle comunicazioni radio”.

