1 Novembre 2026
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Il testo integrato e gggiornato delle '5M' Ucsi è stato presentato alla scuola di formazione di Assisi

Il ‘più’ che serve al giornalismo ‘al servizio della democrazia’

il di più che serve oggi al giornalismo

Umberto Sperti

Un documento (leggi qui) che si aggiorna, nella grafica e nei contenuti, restando focalizzato sull’obiettivo originario: affiancare, alle 5W del giornalismo classico, 5M, ossia Più (More, in inglese) pilastri, per porre l’accento su alcune funzioni esclusive del giornalista in un epoca di grandi cambiamenti per la professione.

Alla scuola di Assisi 2026 organizzata dall’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) è stata presentata la terza edizione del position paper “Oltre le 5W. 5M per un giornalismo responsabile al servizio della democrazia”. Ad illustrarne le novità, il presidente nazionale Ucsi, Vincenzo Varagona, Giuseppe Delle Cave, coordinatore del position paper assieme a Renato Piccoli, Elisa Battista (Ucsi Piemonte), che ne ha curato la grafica, Federica Gentile (Ucsi Sicilia), Ivan Bianchi (Ucsi Friuli Venezia-Giulia) e Roberta Carlucci (Ucsi Puglia).

La nuova edizione del documento rinnova il suo intento di rappresentare uno spazio di discussione aperto ai contributi della categoria e non solo, candidandosi a diventare un vero e proprio manifesto per un giornalismo responsabile.

Perchè questo aggiornamento delle ‘5M’

Un aggiornamento, quello del 2026, reso necessario dalla rapida diffusione dell’Intelligenza artificiale. Da qui il bisogno di inquadrare l’IA come strumento al servizio della professione, dando a chi si occupa di informazione, i mezzi per scongiurare il rischio di “essere intermediati” e recuperare l’originaria funzione di “essere intermediari” tra il fatto e i pubblici. Sullo sfondo, le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che, agli studenti delle scuole di giornalismo, a marzo scorso, ha messo in guardia sugli «escamotages cognitivi» nella produzione di contenuti e ha invece auspicato «un’adeguata consapevolezza morale» un’IA «a beneficio dell’umanità».

Il di più che evidenziano i nostri testimoni

All’interno del documento sono presenti interventi e interviste ai relatori che si sono avvicendati nel corso delle varie scuole di formazione Ucsi. Con spunti molto interessanti e attuali. Tra questi, l’intervista condotta da Valeria Parente a Shukri Said, conduttrice di “Africa Oggi”, che ha sottolineato  la necessità sempre più impellente di un’informazione «libera e indipendente», che passa però dall’indipendenza economica del giornalista.

Una riflessione che torna nel colloquio tra Delfina Santoro e Valentina Parasecolo (responsabile media relations del Parlamento europeo): l’autocensura giornalistica, spiega Parasecolo, nasce «dalla precarietà contrattuale, dalla dipendenza pubblicitaria, dal timore di una causa che nessun freelance può permettersi di sostenere».

Intervistato da Beatrice Zambotti, Giampiero Gramaglia (Ansa) richiama la necessità del riconoscimento, da parte del potere politico, che «un giornalismo libero è nell’interesse di tutti».

Su questa linea, Alessandro Barbano, direttore dei quotidiani del gruppo Nem, “osa”: «La mediazione giornalistica merita un riconoscimento costituzionale».

Interlocutori per un giornalismo con  più valore

Sfogliando le pagine del position paper, insomma, ci si può imbattere  in una bussola che si propone di ri-orientare la professione del giornalista quale sentinella dello stato di salute di una democrazia – e quindi, di tutti. È su questo che si concentrano le (numerose) altre riflessioni e interviste: Andrea Monda (Osservatore Romano), Daniele Chieffi(giornalista e docente universitario), Adele Grossi (Rai), Alessio Lasta (Lo stato delle cose), Giacinto Pinto (Tg1), Maurizio Amoroso (Tgcom24), Giuseppe La Venia (inviato Tg1), Virginia Piccolillo (Corriere della Sera), Anna Piras(ufficio stampa Rai Com), Katja Ferletic (Noci Glas), Alessandro Gisotti (vicedirettore editoriale media vaticani), Maarten Van Aalderen (corrispondente “De Telegraaf”), Alessandra Costante (Fnsi), Agnese Pini (QN). Un lavoro complesso che ha portato a definire 5M per far ripartire la professione. Più domande, più fonti (More questions, more sources); Più tempo (More time); Più linguaggi, più punti di vista (More languages, more points of view); Più tutele, diritti, libertà (More legal protections, rights, freedom); Più umanità (More humanity).

La presentazione si è conclusa con i saluti della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha sottolineato come l’Ucsi possa «fare davvero un gran lavoro di verità in questo momento».