24 Gennaio 2026
Share

Al XXI Congresso UCSI il fondatore del Gruppo Abele e di Libera Contro le Mafie riceve il premio dalle mani di Giuseppina Paterniti e Vincenzo Varagona

Il premio Emilio Rossi a don Luigi Ciotti

il premio Emilio Rossi a don Luigi Ciotti

Ore 12.00 del 24 gennaio, memoria liturgica di San Francesco di Sales, per l’UCSI, per i giornalisti e per i comunicatori è da sessant’anni l’ora dell’appuntamento con il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede per la pubblicazione del testo del messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Ma quest’anno, in una giornata cruciale del XXI Congresso UCSI, che vedrà l’elezione dei nuovi membri di presidenza, giunta e consiglio, è diventato l’appuntamento con un momento unico e una persona speciale: la consegna a don Luigi Ciotti del Premio Emilio Rossi per le mani del Direttore editoriale per l’Offerta Informativa RAI, Giuseppina Paterniti e dal presidente dell’Ucsi, Vincenzo Varagona.

Rossi, primo direttore del Tg1 dopo la riforma legislativa del 1975 e poi del Centro Televisivo Vaticano, è stato presidente nazionaledell’UCSI dal 1999 al 2002.

La consegna e la storia del Premio

Tutti i giornalisti presenti nell’Auditorium del Sermig si sono alzati per avvicinarsi al palco e immortalare il momento, tanto che si è deciso di fare subito la foto di rito con tutti i partecipanti al Congresso a corolla di don Luigi Ciotti.

Con lui riparte intensamente la storia di un Premio ideato a 10 anni dalla morte di Emilio Rossi, avvenuta nel 2008. La prima edizione era stata realizzata a inizio febbraio 2019 e in quell’occasione erano stati premiati Caterina Dall’Oglio (TV2000), Nello Scavo (Avvenire) e Matteo Spicuglia (Sede RAI di Torino). Aveva poi subito una battuta d’arresto con l’avvento della pandemia da Covid-19, ma, in occasione di questo XXI Congresso, organizzato in un luogo così carico di testimonianze e nel quale sin dalla presidenza De Luca si era desiderato portare un momento tanto importante dell’UCSI, si è deciso di riprendere in mano l’iniziativa, anche con la fiducia che le parole di don Luigi potessero rilanciarne il valore e il prestigio.

La motivazione del premio nelle parole di Paterniti

Il profondo senso di conferire il Premio Emilio Rossi a don Luigi risiede nel fatto che, a detta di Paterniti, Ciotti in questi anni ci ha dato gli occhi per vedere i poveri e gli ultimi con lo sguardo del Signore, “un’avventura intrapresa con lo stile di Dio”. Il suo modo di passare tra gli ultimi ha risposto alla domanda “Chi è per me Cristo oggi?”. A don Luigi è stato sempre chiaro in chi vedere Cristo e da che parte stare. “E dovrebbe esserlo anche per i giornalisti”, ha detto Paterniti. “Occorre stare non dalla parte del potere, ma dalla parte degli ultimi e su quello scommettere la propria vita”. Don Luigi, con la sua testimonianza, ha dunquespiegato che vivere il Vangelo non è complicato se ci si mette nell’ottica giusta, ossia quella del servizio e non dell’esercizio del potere, impegnandosi con competenza e camminando veramente nella Storia.

Le parole di don Luigi Ciotti

Don Luigi è intervenuto riepilogando brevemente il suo impegno in oltre 50 anni, partendo dal Gruppo Abele, dalla LILA – LegaItaliana per la Lotta contro l’AIDS fino a Libera contro le mafie. Lo ha fatto solo come premessa per ricordare che solo il Noi, solo il cammino condiviso vincono davvero.

Ha poi ricordato Emilio Rossi, giornalista “mai comodo per nessuno”, che ha saputo portare avanti con coerenza il proprio percorso e che è inoltre stato – come ha voluto sottolineare – unbuon cristiano e un uomo attento e rispettoso delle differenze.

A seguire, Ciotti, che peraltro è anche un pubblicista, ha sottolineato che l’informazione è una sorgente di democrazia e che la democrazia sta in piedi solo con cittadini formati. Proteggere la democrazia implica la protezione dei giornalisti, i quali devono poter fare un’informazione libera, pluralista, rigorosa e non asservita né pilotata. D’altronde, è evidente quando la comunicazione è molto manipolata. Occorre, quindi, restare liberi e agire per amore della verità, memori della lezione di Rossi che è stato un uomo e un giornalista libero.

A tal proposito, don Luigi ha voluto ricordare, riprendendo anche i messaggi per le Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali degli ultimi anni, le parole di papa Francesco ai giornalisti che più lo hanno segnato. “Non abbiate paura di rovesciare l’ordine delle notizie, per dar voce a chi non ce l’ha, di raccontare le buone notizie che generano amicizia sociale”, diceva il Pontefice nel messaggio del 2019. Ma don Luigi è stato anche colpito dall’invito del 2021 ad andare, vedere e condividere in quanto “tutti siamo chiamati a essere testimoni della verità”, e dall’incoraggiamento ad ascoltare con l’orecchio del cuore, di cui Francesco parlava nel messaggio del 2022.

Le conclusioni di don Luigi Ciotti e un augurio per i giornalisti

Come è solito dire don Luigi, i suoi riferimenti sono il Vangelo e la Costituzione. “Il Vangelo non è un libro, è una pelle che si tocca, è la vita della gente”, ha detto in chiusura. Per questo, occorre ricordarsi che Dio non vive solo nei tabernacoli d’oro ma soprattutto nei cortili in cui abita la povera gente ed è lì che va incontrato.

L’augurio con cui don Luigi ha lasciato la platea è stato di vivere la professione “con le scarpe consumate e il cuore in mano, nella consapevolezza che il tempo dell’amore non viene stabilito da chi ama ma da chi chiede di essere amato”. L’agenda, insomma, è evidente che non sempre la fa il giornalista ma molto più spesso la fanno e la faranno ancora i volti e le storie che gli verrannoincontro.

 

don Luigi Ciotti ha ricevuto il premio Emilio Rossi