Il decreto, varato dal governo poche settimane fa, impone molte restrizioni alla comunicazione delle autorità giudiziarie. In particolare “la diffusione di informazioni sui procedimenti penali” è consentita “solo quando è strettamente necessaria per la prosecuzione delle indagini” e che le conferenze stampa dei procuratori capi possano tenersi solo “nei casi di particolare rilevanza pubblica dei fatti”.
L’obiettivo è condivisibile spiega il nuovo presidente dell’Ordine, ma ci sono forti preoccupazioni dei giornalisti che si concentri “nelle mani di una sola persona – il Procuratore della Repubblica – la possibilità di scelta di quali notizie l’opinione pubblica debba conoscere e quali no, senza alcun controllo o bilanciamento di sorta, con il rischio di pericolosi bavagli”.

