Il Consiglio nazionale della Federazione nazionale della Stampa continua la battaglia per il rinnovo del contratto e per l’equo compenso.
Nel comunicato finale leggiamo: “In 10 anni di assenza del rinnovo l’inflazione si è mangiata il 25% del nostro potere di acquisto. Anni nei quali, nonostante le difficoltà del settore, gli editori sono tornati in utile grazie alle campagne di prepensionamento e alla destrutturazione del contratto, nei fatti, in molte realtà editoriali”.
“Per questo – prosgue la nota – crediamo che l’informazione debba essere sostenuta maggiormente con finanziamenti virtuosi che riportino il prodotto al centro dell’azione degli editori e che siano rivolti anche ai rinnovi contrattuali e al pagamento dell’equo compenso. Rinnovi che non possono passare dalla svendita dei diritti dei giovani, ipotecando il futuro loro e della stessa professione, e dalla sudditanza nei confronti dell’intelligenza artificiale e degli over the top. Perché, come sostiene Papa Leone XIV nella sua recente enciclica, i sistemi di IA non possono distruggere il lavoro, incluso quello dei giornalisti”.


