«Internet – ha sostenuto ancora – rende possibili cose che prima erano impossibili. Potenzialmente, dà a tutti un comodo accesso a una sterminata quantità di informazioni: oggi abbiamo il mondo a portata di un dito. In più la Rete permette a chiunque di pubblicare un suo pensiero senza chiedere il permesso a nessuno: ciascuno è editore di se stesso, una cosa impensabile fino a pochi anni fa. Ma tutto questo – la facilità, la rapidità, la disintermediazione – porta con sé anche dei problemi. Ad esempio, quando lei esce di casa e si trova per strada, in un bar o su un autobus, interagisce volente o nolente con le persone più diverse, quelle che le piacciono e quelle che non le piacciono, quelle che la pensano come lei e quelle che la pensano in modo diverso: non può evitare il contatto e la contaminazione, è esposto alla necessità di affrontare la complessità del mondo.
La complessità spesso non e un’esperienza piacevole e costringe a uno sforzo. Internet è il contrario: ti permette di non vedere e non incontrare chiunque sia diverso da te.
Zygmund Bauman era professore emerito dell’università di Leeds, dove era arrivato nel 1971 e dove fino al 1990 aveva diretto il dipartimento di Sociologia. Aveva insegnato anche, tra le altre, nelle università di Canberra, Copenaghen e Berkeley e Yale. Tra le sue opere più note, “Dentro la globalizzazione – le conseguenze sulle persone”, “La solitudine del cittadino globale”, “Modernità liquida”. “La società sotto assedio”.

